clarityE’ facile rimanere confusi davanti alla meditazione, o pratica di mindfulness. La sua semplicità e le tante informazioni così diverse tra loro che si trovano in internet, libri e riviste possono disorientare.

Il risultato è che l’idea riguardo a cos’è, a cosa serve e come si pratica mindfulness si forma spesso in maniera frammentata e confusa.

 Per scrivere questo articolo ho preso spunto dalle tante domande che mi vengono rivolgere durante corsi e sessioni, che ho raggruppato in sei punti:

  • La pratica non ha uno scopo: FALSO 🙂 La meditazione è un processo con il quale ti apri alla tua esperienza e alle sue continue trasformazioni. Questo non significa che la pratica non abbia o non debba avere uno scopo. Puoi decidere di dare una direzione alla tua pratica ed è importante che tu lo faccia: sei un essere umano dotato di profonde capacità e di vastissimi potenziali che possono dare un contributo importante alla tua vita e alla società in cui vivi. Quali sono i tuoi valori? Quali capacità vuoi esprimere nella vita? Cosa vuoi portare nel mondo in cui vivi? Stabilire un’intenzione e coltivare una motivazione per la pratica di permette di ottenere risultati più precisi e profondi, a parità di energia investita.
  • È un esercizio di concentrazione: FALSO 🙂 L ’esperienza di stabilità interiore emerge in maniera naturale da una mente che è sufficientemente aperta e rilassata da permettere il libero fluire dell’esperienza al suo interno.  Cercare di bloccare, mettere a posto, ancorare o appesantire sono atteggiamenti che impediscono il sorgere della stabilità interiore, che è invece l’espressione naturale di una mente che accoglie l’esperienza così com’è, senza modificarla. Per sperimentare stabilità interiore, permetti alla tua attenzione di riposare in maniera morbida, leggera, con una presenza vivida. In questo modo potrai notare ciò che accade con precisione e morbidezza e troverai più naturale non seguire le reazioni automatiche che rifiutano, rincorrono o cercano di ignorare ciò che sta accadendo al tuo interno.
  • Serve a estraniarsi dalla realtà: FALSO 🙂 È la concezione opposta a quella della concentrazione. In questo caso ti perdi in un esperienza dove la percezione dello spazio e del tempo svanisce. Questo succede quando ti perdi tra i pensieri, in maniera più o meno ovvia. A volte l’esperienza è quella di un ambiente ovattato e insonorizzato, all’apparenza piacevole, ma senza presenza mentale e agganciato a pensieri, spesso sottili, che non noti. La meditazione va in una direzione diversa, che ti permette di aprirti all’esperienza e alla sua dinamicità, istante per istante, senza agganciarti a ciò che sperimenti al tuo interno. La pratica della meditazione non ti porta ad estraniarti dalla realtà, ma ad aprirti ad essa e ad accoglierla in maniera sempre più naturale, profonda e completa.
  • Elimina i pensieri: FALSO 🙂 Eliminare i pensieri è impossibile! I pensieri sono un’espressione naturale della mente, pretendere di eliminarli sarebbe come volere che il sole non irradiasse i suoi raggi, o che i fiori sbocciassero senza i loro petali. La meditazione non elimina i pensieri, ti permette di trovare una relazione diversa con essi. In particolare ti fa sperimentare che quando non ti ci agganci, i pensieri non sono un problema. La scoperta che esiste una differenza tra i pensieri e il processo del pensare allevia la tua esperienza dal sovraccarico di stress e emozioni che può crearsi quando ti agganci eccessivamente ai pensieri, che sono liberi di fluire indisturbati e senza disturbare te.
  • Crea distacco dalle emozioni: FALSO 🙂 La meditazione non crea distacco, ti porta invece in una direzione di maggiore connessione con te e la tua esperienza. Questa è una buona notizia, perché da quella maggiore vicinanza si apre uno spazio che ti permette di sganciarti dalle emozioni, permettendoti di lasciarle andare. Spingere, strattonare o fingere di non vedere l’emozione a cui sei agganciato è un processo inutile e doloroso. Per trovare spazio e respiro hai bisogno di essere sufficientemente vicino all’emozione, in modo da potere mollare la presa.

 

  • È una pratica mentale: FALSO 🙂 La meditazione ha una forte componente corporea. Il corpo è il luogo in cui si esprimono le emozioni e le sensazioni e attraverso il quale sperimenti il mondo. La meditazione è un metodo che ti permette di rieducarti a sentire, di equilibrare la sfera cognitiva concettuale e di scoprire la qualità non concettuale della consapevolezza attraverso l’allenamento alla presenza mentale. Corpo e mentre, o per meglio dire “Corpo-Cuore-Mente” sono un sistema che per sua natura funziona in maniera integrata e sincronizzata. I fattori socioculturali ai quali sei esposto dalla nascita danno un risalto importante e eccessivo all’area cognitiva, mentre sminuiscono il valore e l’importanza dell’area emotiva. La mancanza di una adeguata educazione emotiva e l’enfasi posta sulla supremazia della ragione sui sentimenti porta a una condizione di frammentazione. Le emozioni si esprimono nel corpo, non sai bene come interagire con esse in maniera utile, di conseguenza cerchi di difenderti creando distanza dalla tua dimensione corporea. Una meditazione corretta ti permette di scoprire la dimensione corporea e di integrare in essa la tua esperienza, che significa ritornare ad uno stato più naturale e più equilibrato. Per questa ragione la meditazione per essere efficace può solo avvenire nel corpo.

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