H I RainbowSono gli ultimi giorni del 2015. Un anno incerto, che ha espresso drammaticamente molte qualità del cambiamento: subiamo in maniera più netta gli effetti dell’emergenza climatica e ambientale; il terrorismo è diventato improvvisamente una realtà tangibile colpendo nel cuore dell’Europa; la crisi economica continua a influenzare la vita di milioni di persone; nuovi teatri di guerra e contrasti internazionali aprono scenari dallo sviluppo imprevedibile.

Il mondo è entrato in una fase di transizione che probabilmente durerà a lungo, con un conseguente clima di profonda incertezza che stimola a mettersi in discussione, a ripensarsi e a ridefinirsi. Come possiamo affrontare questo cambiamento così marcato? In che modo possiamo rispondere alla complessità del mondo moderno? Come prendere la responsabilità del nostro agire per affrontare l’incertezza che ci tocca in maniera così diretta?

È nei momenti di difficoltà che abbiamo la migliore opportunità per sviluppare le capacità di far fronte alla situazione. Molto spesso investiamo molta energia per creare continuamente delle aree di comfort, degli spazi dove abbiamo la sensazione di essere al sicuro e che invariabilmente finiscono per sgretolarsi.

Questo è il modo in cui creiamo e alimentiamo un ciclo di sofferenza che deriva dal cercare sicurezza, appagamento e felicità nei posti sbagliati, la dinamica che nella psicologia buddhista viene chiamata samsara.

La consapevolezza è un fattore chiave per creare un’alternativa a questa ricerca di sicurezza che viene costantemente delusa. Il modo per attingere a questa consapevolezza è la pratica della meditazione, o mindfulness, che permette di essere più risvegliati nella nostra vita, di riconoscere le nostre illusioni e le nostre reazioni, il tentativo continuo di controllare attraverso finte sicurezze quello che per natura è incontrollabile, sciogliendo gradualmente il potere che tutto questo ha su di noi.

L’incertezza apre uno spazio di possibilità, dove possiamo incontrare le nostre paure e creare con esse una relazione amichevole e funzionale che ci aiuta a svelare e a sperimentare le nostre aree sensibili con curiosità e apprezzamento.

È in questa dimensione di consapevolezza, per sua natura indivisibile da gentilezza e compassione, che possiamo scoprire la capacità di far fronte all’incertezza e alla paura del cambiamento, esprimendo un modo di agire libero dal controllo delle paure, che porta nel mondo le qualità di cura e di sicurezza che un cuore aperto e consapevole può esprimere con dignità e coraggio.

Potremmo chiederci se questo stile di vita è alla nostra portata, o se è appannaggio di pochi coraggiosi. Per trovare una risposta, potremmo riflettere su questa domanda: “voglio vivere e morire in balia degli eventi e sotto il controllo mie paure, o preferisco aprirmi a me stesso e relazionarmi alla vita e al suo potenziale con apprezzamento e apertura?”.

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