Bicchiere mozzo vuoto

Le lezioni importanti si ricordano a lungo. Quando sono vitali per la sopravvivenza, anche per milioni d’anni.

Diventano informazioni intime che passano da una generazione all’altra, parte del corredo genetico che le trasmette per proteggere dai pericoli, riconoscere minacce che prima non c’erano, a garantire la continuità della specie. O almeno a provarci.

Di queste informazioni fa parte un atteggiamento automatico che serve proprio ad attivare i nostri sensi per evitare i possibili danni derivanti dall’incontro con un potenziale pericolo. È un pregiudizio negativo sviluppato quando la vita era sopravvivenza, dove era necessario capire in tempi rapidi se il movimento poco appariscente e improvviso della vegetazione a cinquanta metri di distanza era dovuto alla spinta del vento, a un animale intento a mangiare frutta o all’appostamento di una tigre scaltra e affamata.

Era il mondo del bastone e della carota nella sua forma estrema. La carota era relativamente facile da trovare. Le fonti di cibo di certo non mancavano e quasi sempre c’era una seconda possibilità. Il bastone era altrettanto presente e una singola bastonata poteva portare a termine la vita. Ecco l’urgenza che ha sviluppato il pregiudizio negativo che ancora oggi incide così direttamente nel modo in cui viviamo la quotidianità.

COSA DICE LA RICERCA

La ricerca scientifica evidenzia come orienta il nostro modo di essere in relazione con gli altri, dove per compensare una interazione negativa servono mediamente cinque interazioni positive.

Dice la sua anche nella relazione con i soldi, spingendo a lavorare molto di più per evitare di perdere cento euro piuttosto che per guadagnarli.

Struttura la memoria fissando maggiormente le esperienze negative a discapito di quelle positive. Basta pensare a come un solo episodio sgradevole, come prendere una multa, cancella tutti gli episodi appaganti e degni di nota accaduti nello stesso giorno: un progetto concluso con successo, la telefonata con una persona cara che ci ha scaldato il cuore, il raffreddore finalmente guarito, il tempo libero di cui abbiamo goduto, la doccia calda che fa scorrere via tante delle tensioni e della stanchezza, i colori del tramonto che abbiamo ammirato. E così via.

Teniamo a mente un’informazione importante. Per la Natura conta solo la continuità della specie, in che modo lo scopo viene raggiunto non importa. Questo spinge a sviluppare strategie ottime nell’immediatezza del pericolo e che non considerano il loro impatto su un arco temporale più ampio.

Accumulare tante esperienze negative porta a diventare più tristi, più cupi, più agitati, più insoddisfatti, poco pazienti e indisponenti con gli altri. Succede perché ci alleniamo a vedere solamente una parte del bicchiere, quella mezza vuota: i pericoli, la mancanza, la difficoltà, senza permettere alle esperienze positive, che ci sono, di incidere come invece potrebbero.

In altre parole, per la Natura la nostra felicità non è rilevante rispetto alla sopravvivenza.

DALLA GENETICA ALL’EDUCAZIONE

Ora la buona notizia. 

Questo atteggiamento di base conta per circa un terzo. I rimanenti due terzi sono uno spazio in cui possiamo modificare questa modalità a nostro vantaggio e allenarci a guardare il mondo da un’ottica realistica. Non più il solo bicchiere mezzo vuoto, non soltanto il bicchiere mezzo pieno, ma l’insieme. Il risultato sarà un crescente appagamento e senso di realizzazione personale.

È probabile che la nostra giornata tipo sia composta da alcune esperienze negative e per buona parte da esperienze neutre e positive. Esattamente come permettiamo a quelle negative di incidere nella nostra vita, possiamo fare lo stesso con quelle positive.

Possiamo ottenere i risultati che la positività è in grado di portare: maggiore felicità, creatività, apprezzamento per la vita e della persona che siamo e che decidiamo di diventare.

Più è realistica l’ottica da cui guardiamo le cose, maggiori sono le possibilità di rispondere alle situazioni in maniera adeguata.

Il ricercatore statunitense Rick Hanson invita a cambiare ottica e a creare maggiore benessere e vitalità  con un esercizio semplice ed efficace chiamato portare il buono dentro. Portare il buono dentro

1) PORTA ATTENZIONE ALLE ESPERIENZE POSITIVE

Se ti piace quello che prendi per colazione, parti da lì.

Assapora l’odore, il gusto, la soddisfazione, l’energia, il nutrimento che la colazione porta in te.

Ogni giorno soffermati sulle esperienze positive e dai loro valore, assorbile, falle diventare parte di te.

È una cosa discreta, nessuno se ne accorgerà se dedichi venti o trenta secondi ad assaporare le esperienze positive. Fallo una decina di volte al giorno in spazi appositi che dedichi, oppure nel mezzo delle attività quotidiane. Probabilmente ti renderai conto di varie resistenze ad aprirti alle esperienze positive e piacevoli. E’ normale che succeda. Ricorda che le resistenze ti allontanano da vantaggi e risorse che ti aiutano nella vita.

Semplicemente sposta l’attenzione dalla resistenza all’esperienza piacevole, rilassati al suo interno, respira con gentilezza e con una ampiezza di poco maggiore rispetto a come fai di solito. Apriti all’esperienza.

2) GODITI L’ESPERIENZA

Ogni giorno le esperienze positive sono tante e poco appariscenti: l’odore del caffè, una musica gradevole, un fiore tenero e colorato, un sorriso ricevuto, un gesto gentile che hai rivolto a qualcuno, il calore del riscaldamento quando fuori fa freddo, un alito di vento che rinfresca in una giornata calda, del cibo sano e salutare quando siamo affamati, un bicchiere di acqua che ci disseta, una bella notizia che aspettavamo o che giunge come una sorpresa, una chiacchierata piacevole con un vicino o un amico.

Sono solo alcuni esempi di tante cose belle e piacevoli che sperimentiamo quotidianamente. È tutto quello che serve. Cerca di riposare in queste brevi esperienze per alcune decine di secondi. Assaporale senza aggrapparti. La loro natura è temporanea e va bene che sia così. La cosa che conta è riconoscerle, accoglierle, assorbirle, lasciare che poco alla volta ti riempiano. In questo modo crei delle risorse che ti permetteranno di affrontare le difficoltà, oltre ad aumentare il tuo benessere.

3) FAI TUA L’ESPERIENZA

Puoi farlo in tanti modi diversi. Magari immaginando che la sensazione di piacevolezza sia una luce che si espande nel corpo e lo riempie completamente, oppure immaginando di essere un vaso che viene riempito di positività, e così via.

In ogni caso, apriti alle sensazione che senti nel corpo. Falla diventare un’esperienza corporea e porta l’attenzione nelle parti del corpo dove senti queste sensazioni positive. Questo attiva la catena di processi fisiologici che nella loro fase conclusiva crea nuove reti neurali.

Avvengono cambiamenti cerebrali, nell’atteggiamento e nel comportamento. Queste esperienze positive di breve durata creano gradualmente un modo diverso e duraturo di relazionarsi con la vita, da un’ottica diversa e con la capacità di utilizzare le risorse interiori che così facendo rendiamo disponibili.

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